Debito Pubblico Italiano in Tempo Reale e Storico

Spesso avrai sentito dai media parlare di debito pubblico italiano. Ma effettivamente cosa è il debito pubblico? In economia il debito pubblico indica il debito contratto dallo Stato nei confronti di soggetti economici nazionali oppure esteri, che possono essere singoli individui, società o banche, altri Stati esteri, che sottoscrivono un credito nei confronti dello Stato acquistando obbligazioni o titoli di stato per coprire il fabbisogno monetario dello Stato.

Anche le regioni, i comuni e le province possono emettere tali titoli di credito in favore dello Stato. Potrai chiederti, come faccia lo Stato a contrarre debiti nonostante tutte le tasse che paghiamo. Bene, il debito pubblico viene a formarsi col trascorrere degli anni e nasce come differenza tra uscite ed entrate del bilancio statale, ossia le tasse pagate, a cui devono essere aggiunti gli interessi che annualmente maturano. Questo implica che le uscite statali siano superiori all’ammontare delle entrate che annualmente lo Stato italiano incassa dai contribuenti, e, di conseguenza, il debito pubblico è risultato essere negli anni in costante aumento.

A quanto ammonta il debito pubblico?

L’ultima rilevazione ha fissato il debito pubblico dello Stato italiano a 2.281,4 miliardi di Euro, e tale rilevazione fa riferimento al mese di giugno 2017. La crescita in un solo mese è stata di circa due miliardi. La causa è da ricercare nella necessità di fornire alle Pubbliche Amministrazioni denaro, che, solamente in parte, si è riuscito a compensare con la diminuzione delle liquidità detenute dal Tesoro. Se si entra nello specifico, si può intuire che molte delle spese pubbliche sono state sostenute da amministrazioni dell’Italia centrale, e, dunque, relative alla necessità di ripartire a seguito dell’evento catastrofico che ha colpito l’Italia meno di un anno fa, ossia il terremoto. 

Perché lo stato contrae debito?

Se ti chiedi da dove nasce la necessità per lo Stato di contrarre dei debiti, ecco la risposta. Il debito pubblico rappresenta, come detto, la somma di tutte le passività finanziarie sostenute dalle Pubbliche Amministrazioni sopra citate nei vari rapporti con i diversi soggetti creditori. Lo scopo per il quale lo Stato contrae debito è quello di garantirsi la copertura del finanziamento del deficit pubblico, ossia l’eccesso di spesa pubblica rispetto alle entrate del settore pubblico. Ogni anno la spesa pubblica aumenta, dunque per finanziarla lo Stato ha la necessità di rifinanziare, riscontrando grandi difficoltà, motivo per cui contrae debito pubblico, aumentando quello pregresso e sommando il deficit. L’emissione dei BOT e dei CCT permette allo Stato di rifinanziare il debito pubblico, ma allo stesso tempo ne rappresentano la parte maggiore.

Debito Pubblico Italiano

Debito Pubblico Italiano

Come si è formato il debito pubblico in Italia?

La nascita di un problema relativo alla presenza di un debito pubblico ingombrante in Italia è riferibile agli anni Settanta. Questo era imputabile ad un sistema di tassazione errato, sia verso i redditi da capitale, che relativamente alla riduzione delle aliquote fiscali e all’eliminazione delle imposte sui patrimoni posseduti dai contribuenti. Inoltre, è a partire da questi anni che l’Italia deve far fronte ad una massiccia presenza di evasione fiscale e di economia in nero. Negli anni successivi, inoltre, lo Stato ha iniziato a farsi carico di politiche attive a sostegno delle imprese e dell’occupazione, che hanno comportato un incremento delle uscite statali, senza però che vi fosse la medesima accelerazione in relazione alle entrate. Negli ultimi anni, invece, il debito pubblico viene a costituirsi a causa della massiccia presenza degli interessi. Basti pensare che nel 2010 la spesa relativa a questi elementi è stata pari a circa 70 miliardi di Euro.

Quali rischi comporta la presenza di un debito pubblico elevato?

Non solo l’Italia, ma la l’intera Europa è preoccupata per l’elevato ammontare del debito pubblico italiano. Infatti, anche lo Stato italiano si è dimostrato poco efficiente nella gestione del rapporto tra debito pubblico e PIL: infatti, il primo cresce troppo, il secondo troppo poco. Ne consegue che l’UE sta decidendo se intraprendere una procedura di infrazione verso l’Italia per debito eccessivo. Tale sanzione comporterà una maggiore sfiducia nel mercato e un incremento dello spread, generando un circolo vizioso dal quale sarà difficile uscirne con le proprie forze.


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