Nuove regole sui Buoni Pasto: ora sono moneta corrente

Arrivano nuove regole sui buoni pasto a partire dal mese di settembre 2017. In base alle necessità riconosciute dal governo, è risultato fondamentale andare a regolare l’utilizzo dei buoni con una serie di modifiche contemplate nel decreto del Ministero dello Sviluppo Economico. Fino ad oggi i ticket sono stati usati come mezzo di pagamento delle aziende (sia pubbliche che private) per dare un’alternativa valida al servizio mensa. Ora però tutto cambia!

A partire dal 9 settembre 2017 i buoni potranno essere distribuiti anche ai lavoratori che hanno un contratto part-time, per i quali di solido non si prevede la pausa del pranzo.

Quali sono le caratteristiche dei “nuovi” buoni pasto?

 Con le modifiche attuate, i buoni pasto dovranno riportare obbligatoriamente:

  • il codice fiscale oppure la ragione sociale della società che li ha emessi;
  • il valore del buono espresso in euro;
  • la scadenza che confermerà la validità dei buoni.

Solo il beneficiario potrà utilizzare il ticket senza donarlo in alcun modo. Ma non è tutto: tra le più curiose e interessanti novità vi è la possibilità di accumulare i buoni pasto fino a un tetto massimo di otto ticket alla volta. Avranno regolare valenza non solo all’interno di mense, ma anche nei bar, nei supermercati, e negli agriturismi.

Da ticket a vere e proprie banconote da usare quasi ovunque

 I buoni pasto sono quindi diventati a tutti gli effetti dei veri e propri documenti di legittimazione: per questo motivo dovrai utilizzarli tenendo conto del loro valore complessivo, quello che viene riportato. Non avrai però la possibilità di ottenere il resto quando li utilizzi, ma eventualmente potrai pagare la differenza utilizzandoli per coprire una certa somma.

Buono Pasto

Buono Pasto

Non vi sono invece limiti di utilizzo: ciò significa che, grazie alle nuove norme, i buoni pasto possono essere sfruttati nei giorni non lavorativi. Per questo hanno valenza reale di una moneta corrente, sono pratici da utilizzare e perfetti per coprire costi più elevati, accumulandoli per raggiungere le cifre richieste.

Ma che cosa si nasconde dietro a questa importante modifica? L’obiettivo è quello di diminuire i costi legati proprio alla gestione dei buoni pasto, oltre a evitare che ne venga fatto un utilizzo improprio. E se, in qualche modo, si allontanano dal loro scopo primario, che era quello di rappresentare una valida alternativa alla mensa, è altrettanto vero che si aumenta la loro funzionalità. Usarli come “banconote” per fare la spesa non è mai stato così facile.


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